Resilienza: una qualità sempre più fondamentale

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Pensando all’autunno che sta sopraggiungendo, sono in molti a manifestare dubbi e perplessità. Emblematico a questo proposito è il grido d’allarme lanciato dal Ministro Lamorgese, sul rischio che dovremo fronteggiare un nuovo “autunno caldo”, citazione che per coloro che hanno qualche anno in più, evoca ricordi non troppo esaltanti! Non molto diverso è stato il giudizio di un caro amico, a cui ho chiesto di descrivere con un colore come vedeva lo scenari che si stava preparando. La risposta di questo autorevole collega è stata lapidaria : grigio antracite! In effetti se pensiamo ai prossimi mesi, dove la possibilità di una ripresa della diffusione del Covid è molto forte, così come quello di un ulteriore aggravamento delle difficoltà economiche, non c’è certo da stare molto allegri. Si è vero, il business della farmacia aumenta quando il numero dei malati cresce, come nel caso della classica influenza autunnale, in questo contesto potrebbe però essere leggermente diversa la situazione a causa della riduzione del potenziale di spesa di molti cittadini! Che fare allora? Sicuramente difronte ad uno scenario incerto come quello che si sta delineando, tutti quanti dovremo dare prova di carattere, in particolare saremo chiamati a mostrare di essere resilienti, sia sul piano prettamente personale, ma anche in quello della gestione del business.

In psicologia, la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti.Dal significato originario di tipo psicologico il concetto si è diffuso anche in quello economico. Pertanto, un’organizzazione ( impresa, azienda) è resiliente quando è in grado di affrontare i rischi, cogliendo opportunità anche nelle situazioni negative (si rafforza grazie alla risoluzione dei problemi). In pratica, sa evolversi uscendo positivamente da situazioni di crisi in quanto è capace di gestire il cambiamento.

La conduzione della propria attività, in questo momento di grossa turbolenza richiede caratteristiche aggiuntive rispetto alla gestione normale, una su tutte è quella di saper tenere la barra del timone ben salda e concentrarsi sulle cose veramente fondamentali. Che fare quindi? A questo proposito, un buon modello di riferimento può essere fornito dal mondo vegetale, le piante a differenza degli animali, non possono spostarsi facilmente per questo hanno sviluppato strategie per fronteggiare le avversità assai differenti da noi, basate principalmente sulla resilienza e sulla loro capacità di adattamento. “Se sei radicato e non ti puoi muovere devi essere davvero resiliente” dice Stefano Mancuso nel suo libro Verde Brillante. Le piante, pur essendo in grado di compiere dei movimenti, non hanno la possibilità di abbandonare velocemente un luogo per allontanarsi da un pericolo, per cui hanno sviluppato strategie di resistenza al danno e di adattamento, tali per cui sono addirittura capaci di rinunciare ad una “parte del loro corpo” nel caso venisse brucato da qualche animale, bruciato dal fuoco o sommerso dall’acqua, riuscendo comunque a sopravvivere e tornare a crescere rigogliose. A “quanta parte del nostro business” siamo in grado di rinunciare per affrontare il cambiamento o un momento di grande difficoltà? Personalmente vedo una grossa analogia tra la fissità delle piante e la staticità del business della farmacia fortemente regolato in tutti i suoi aspetti, pertanto le strategie del mondo vegetale posso fornire spunti molto interessanti. Quando parlo di parti del business a cui possiamo rinunciare in favore di una maggiore resistenza, mi riferisco sia ai modi di pensare che ai modelli di gestione consolidati, ma anche soprattutto alle merceologie a cui siamo legati da vecchie consuetudini.

Superare un trauma senza perire, riuscendo a reagire con capacità di adattamento è la sfida che ci aspetta in questo scorcio di anno bisesto!

Buona riflessione.

GCP

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